FINATEL: CANCELLAZIONE PROTESTI E CATTIVI PAGATORI

LA CANCELLAZIONE PROTESTI E CATTIVI PAGATORI E’ UNO DEI SERVIZI OFFERTI DA FINATEL. Su www.finatel.it.

Finatel si occupa di aiutarti a ricostruire il merito creditizio. Specializzati nella cancellazione protesti e cattivi pagatori e riabilitazione presso le principali banche dati e centrali rischi italiane: CRIF CTC EXPERIAN e Banca d’Italia.

Per poter procedere in maniera rapida ed efficace è necessario che tutti gli importi insoluti siano stati saldati in tempi successivi.

Una volta compilato il form di richiesta di cancellazione protesti o cattivi pagatori, un consulente Finatel Vi contatterà per richiedervi la documentazione necessaria. Tutti i dettagli sono spiegati su www.finatel.it.

Il termine “protesto” definisce un’operazione attraverso la quale viene dichiarato, pubblicamente, il mancato pagamento di un titolo di credito il quale, alla propria scadenza, rende immediatamente eseguibili diversi titoli (assegni bancari, cambiali, tratte accettate e vaglia cambiari.)  Quando il titolo in questione viene a scadere, qualora esso non risulti coperto, la banca emittente lo consegnerà ad un notaio (o ad un ufficiale giudiziario) che provvederà a redigere il protesto; in questo modo, il titolo stesso verrà reso esecutivo. Egli, in seguito, oltre ad occuparsi dell’iscrizione presso gli appositi registri, consegnerà l’elenco dei protesti levati in un determinato periodo sia al Presidente del Tribunale, che al Presidente della Camera di Commercio.

Quest’ultima provvederà alla pubblicazione dello stesso entro 10 giorni.

Il titolo di credito verrà quindi consegnato alla banca. Essa provvederà ad inviarlo nuovamente al creditore, al quale verranno addebitate le spese relative al protesto. Qualora il protestato seguitasse nel mancato pagamento, il creditore dovrà decidere se proseguire o meno con il precetto, ed il conseguente pignoramento nei confronti del protestato.

Se il protestato non dovesse effettuare il pagamento in questione, subirebbe due conseguenze: il pignoramento (se il creditore prosegue nell’attività giudiziale) ed una permanenza di 5 anni nel Pubblico Registro Informatico dei Protesti.

Qualora il protestato procedesse al pagamento, anteriormente sia al pignoramento che al trascorrere di un anno dall’iscrizione, la cancellazione protesti potrà avvenire in modo completo.

Se il pagamento avvenisse entro l’anno, occorrerà presentare al Presidente del Tribunale una specifica richiesta di riabilitazione. In caso di diniego, il debitore potrà presentare reclamo presso la Corte d’Appello entro 10 giorni. Se il pagamento avvenisse in data posteriore, la cancellazione sarebbe solo parziale: verrebbe segnalato nel Registro, ma rimarrebbe comunque l’iscrizione.

Ottenuto il decreto di riabilitazione, il protestato potrà richiedere la cancellazione definitiva dagli elenchi al Presidente della Camera di Commercio. Qualora l’istanza non venisse accolta entro 20 giorni dalla presentazione, il protestato potrà fare ricorso al Giudice di Pace competente (nel luogo di residenza del debitore).

La legge prevede che, decorsi 5 anni, la cancellazione protesti avvenga automaticamente.
E’ opportuno sapere che l’istanza di cancellazione può essere presentata anche da chi ritiene di essere stato protestato ingiustamente, a condizione che sia accompagnata dalla relativa dimostrazione.

Info cattivi pagatori
Qualora un privato, in seguito a una richiesta di finanziamento presso una banca (o una finanziaria), dovesse riscontrare particolari problemi o ritardi nella restituzione della somma prestata, il suo nominativo verrebbe inserito in un apposito elenco, denominato Cattivi pagatori.

Le cosiddette Centrali Rischi private conservano, all’interno dei propri archivi, i dati anagrafici relativi a chiunque abbia precedentemente richiesto e/o ottenuto un finanziamento. Anche le caratteristiche attinenti a quest’ultimo vengono annotate e mantenute all’interno di tali archivi, come pure la regolarità o meno nel pagamento rateale, da parte dei richiedenti.

Ogni volta che viene richiesto un nuovo finanziamento, la società che dovrebbe erogarlo consulta la Centrale Rischi (la più consultata è la Crif di Bologna). Se dovesse risultare che, nei finanziamenti precedenti, vi sono stati dei ritardi nel pagamento (anche qualora risulti completamente saldato), sarà quasi impossibile, per il richiedente, veder esaudita la propria richiesta.

La Legge sulla Privacy prevede che ogni cittadino abbia il diritto di sapere se il proprio nome compare o meno negli archivi delle Centrali Rischi, e relativamente a quale operazione. Inoltre, qualora fossero decaduti i presupposti che ne hanno consentito l’inserimento, essi possono legittimamente pretendere la cancellazione dei propri dati.

IL REGISTRO INFORMATICO DEI PROTESTI:
La pubblicazione ufficiale dell’elenco protesti avviene attraverso il Registro Informatico dei Protesti.

Il Ministero dell’Industria, affidando alle Camere di Commercio l’attuazione di tale registro (Decreto n° 316/2000), ha voluto assicurare completezza, su tutto il territorio nazionale, organicità e tempestività dell’informazione attinente ai protesti cambiari.

A tal fine, vengono registrati i dati relativi sia ai protesti per mancato pagamento (di cambiali, vaglia cambiari, assegni bancari e dichiarazioni emesse dalle stanze di compensazione), sia alle dichiarazioni di rifiuto del pagamento stesso.

Tali informazioni permangono, all’interno del registro, per un periodo di 5 anni dalla data di iscrizione.

Il Registro Informatico dei Protesti è accessibile al pubblico presso i terminali delle Camere di Commercio, oppure, attraverso i terminali remoti collegati al sistema informativo delle stesse.

La consultazione ha luogo su scala nazionale; su richiesta, la Camera di Commercio rilascia una certificazione riguardo l’esito della ricerca.

Funzioni di gestione, caricamento, modifiche e cancellazione dei dati, vengono tutte realizzate su piattaforma Unix, con accesso via browser a procedure Web. Per i Pubblici Ufficiali, InfoCamere realizza e rende disponibile la procedura che consente la produzione dell’elenco protesti.

CANCELLAZIONE PROTESTI

NORMATIVE E LEGGI SUI PROTESTI:
Il D.M. n. 316 del 9 agosto 2000, regolamenta le modalità di attuazione del registro informatico dei protesti, a norma dell’art. 3-bis del D.L. 18.9.1995 n.381, convertito dalla L. 15.11.1995 n.480.

La legge n. 235 del 18 agosto 2000 detta le nuove norme in materia di cancellazione dei protesti cambiari.

Il Registro informatico dei protesti sostituisce la pubblicazione cartacea degli elenchi dei protesti cambiari, già a cura delle Camere di Commercio ai sensi della L. n. 77 del 12 febbraio 1955. Esso è accessibile attraverso i terminali delle Camere di Commercio o su altri terminali collegati al sistema informativo camerale.
RIABILITAZIONE PROTESTI:
debitore che paga una cambiale entro e non oltre i 12 mesi trascorsi dalla data di levata del protesto, può chiedere la cancellazione definitiva dal Registro Informatico dei dati ad esso relativi.

A tal fine, dovrà presentare formale domanda (su apposito modello) al Presidente della Camera di Commercio. Questi sarà tenuto a provvedervi entro 20 giorni dalla data di presentazione dell’istanza. La domanda in questione dovrà essere accompagnata, oltre che da una fotocopia del documento di identità del protestato, dal titolo originale quietanzato e dal relativo atto di protesto.

Il titolo quietanzato è costituito dal titolo recante il timbro dell’istituto di credito, comprensivo della data del pagamento e della firma di un funzionario della banca; oppure, dal titolo accompagnato da dichiarazione di avvenuto pagamento (rilasciata dal creditore), firma leggibile e fotocopia del documento di identità.

Ai fini della cancellazione, occorre pagare alla Camera di Commercio i diritti di segreteria.

Il debitore che, pagando una cambiale oltre il termine previsto, non ha subito ulteriore protesto, può richiedere la riabilitazione dei protesti. A tal fine, è necessario presentare al Presidente del Tribunale domanda formale e documenti giustificativi.

Una volta ottenuto il decreto di riabilitazione, è necessario porgere istanza di cancellazione al Presidente della Camera di Commercio, unitamente al provvedimento di riabilitazione. In questo modo, si acquisisce il diritto alla cancellazione definitiva dei dati relativi al protesto.

E’ inoltre prevista la Dichiarazione di rettifica. Il debitore che provvede al pagamento del titolo oltre il termine previsto, può chiedere l’annotazione nel Registro Informatico dei Protesti. Essa, oltre ad essere firmata in modo leggibile, dovrà essere accompagnata dalla fotocopia del documento d’identità del dichiarante.

Istanza analoga potrà essere richiesta qualora il debitore non avesse adempito all’obbligazione a causa di una controversia. Ai fini della pubblicazione, è dovuto un rimborso spese.

PER DETTAGLI E INFORMAZIONI COMPLETE E PER PREVENTIVO ONLINE: www.finatel.it.

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